ALMO Stefanie Wagner

ALMO? Sono io!

ALMO: Una storia tutta al femminile…

L’artigiana degli assorbenti di stoffa ALMO racconta.

Quando nel 1997, a soli 15 anni e direttamente dopo il diploma di scuola media, iniziai il mio apprendistato in qualità di commerciante per il commercio al minuto presso un grande discount, non sapevo ancora quale fosse la strada giusta da seguire. Né tantomeno sapevo cosa avesse a che fare con me la parola “femminilità”.

Non mi sentivo a mio agio nel mio corpo e volevo sempre dimagrire. Quando suppergiù nel 2004 iniziai a prendere in considerazione per la prima volta la possibilità di fare qualcos’altro, non avevo ben chiaro cosa volessi fare davvero. Era una situazione difficile: mi affaticavo e tormentavo con il mio lavoro. Il lavoro in sé era bello, poiché mi piaceva davvero avere delle responsabilità. Tuttavia mi sentivo sempre più messa alle strette, le condizioni lavorative diventavano di giorno in giorno più “crudeli” e al tutto si aggiunsero alcune grandi problematiche nella mia vita privata che mi misero letteralmente a tappeto. Ero distrutta, nel vero senso della parola. E poi arrivò il cambiamento: una separazione, un trasloco e un cambio di lavoro rivoluzionarono il mio quotidiano. Mi iscrissi nuovamente a scuola e portai a termine un corso di economia domestica a Traunstein. Non fu una decisione facile, dal momento che studiare economia domestica è a detta di molti Tedeschi “un’occupazione per quelli che non sanno fare altro”. Ma io volevo studiarla e mi iscrissi già prima dell’inizio degli studi a un corso di formazione per diventare “aiutante paesana” (spiegherò più avanti che tipo di figura è un’aiutante paesana). Nel frattempo avevo già 30 anni e non volevo perdere troppo tempo. Perciò feci l’esame statale di economia domestica e iniziai subito la formazione per diventare “aiutante paesana” a tempo parziale. In seguito ad alcune discussioni con l’ufficio di collocamento, il quale non voleva supportare in nessun modo la mia formazione, ma soprattutto dopo aver raccolto tante informazioni inerenti nuove possibilità di lavoro, decisi in modo del tutto spontaneo di mettermi in proprio. Con un’attività tutta mia mi sarebbe stato infatti possibile guadagnare soldi già durante la formazione professionale.
Un’aiutante paesana aiuta madri e contadine dei piccoli paesi quando sono malate; le accompagna nei centri di cura, le supporta in caso di morte di un membro della famiglia o ancora quando nasce un bebè. Il tutto viene finanziato dalla mutua (nella maggior parte dei casi). Le richieste che mi arrivavano in quel periodo erano così tante, da non permettermi di soddisfarle tutte. Purtroppo non esistono più tante persone impegnate in questo settore lavorativo, forse perché il compenso non è particolarmente alto e certamente perché si hanno sempre parecchie discussioni con la mutua, la quale naturalmente non vuole accollarsi né volontariamente, né tantomeno volentieri le spese generate da questo servizio. Oggigiorno la legge prevede che, se esistono condizioni particolari (le quali, nella maggior parte dei casi, sono presenti), spetti alla mutua finanziare un’aiutante domestica.
Sono sempre stata una donna-fai-da-te. Già quando ero ragazzina, andavo con mia nonna ai mercatini delle pulci oppure vendevo le mie creazioni più disparate sui piccoli mercatini artistici.
Ancora prima del grande cambiamento della mia vita cercai ripetutamente alternative naturali per l’igiene intima mensile e incappai negli assorbenti di stoffa. Il primo set da me acquistato era composto da 10 prodotti di fabbricanti prevalentemente esteri e fu una vera e propria fregatura. Dopo solo tre mesi il 90% degli assorbenti acquistati era ridotto così male che dovetti buttarlo via: o perché gli assorbenti erano diventati ruvidi come carta vetrata, o perché i diversi strati di stoffa erano tutti spiegazzati o ancora perché forma e materiali erano semplicemente scomodi. Fu allora che la fiamma della donna-fai-da-te si sprigionò nuovamente in me. Cucii e testai forme e materiali. Per anni provai su me stessa i miei prodotti e attrezzai le mie amiche, quando queste erano disposte ad aiutarmi. Una volta raggiunto il prodotto perfetto, nacque in me il desiderio di regalare a tutte le donne una sensazione così morbida e accogliente nei pantaloni. È in quell’attimo che nacque ALMO, l’igiene intima mensile alternativa.
La strada che mi condusse verso gli assorbenti di stoffa ALMO fu al tempo stesso quella che mi diresse verso una femminilità più accentuata. Prima, ossia non tanto tempo fa, non mi osavo nemmeno di dire che utilizzavo gli assorbenti, perché quest’ultimi non andavano di moda. Le donne, quelle vere, portavano i tamponi. Quando facevo la spesa, nascondevo gli assorbenti il più possibile all’interno del carrello e, dopo averli pagati, li facevo sparire il più velocemente possibile nella borsa.

E ora? Adesso vendo salvaslip e assorbenti di stoffa in tutta la Germania, frequento mercati, fiere ed eventi correlati a tale tema. Vado davvero orgogliosa dei miei ALMO. Non mi vergogno affatto di dirlo, perché sono conscia di non avere un pezzo di plastica puzzolente e scricchiolante nei pantaloni. Niente strisce collanti che si attaccano solo dove non devono. Già ti vedo ridere sotto i baffi, perché questa situazione la conosci sicuramente anche tu.
Puoi lavare gli assorbenti ALMO in lavatrice a 95°, semplicemente e senza doverli mettere a mollo in precedenza. “In lavatrice???”, mi chiederai. Sì, in quella stessa lavatrice nella quale lavi gli slip sporchi di sangue, quando durante il ciclo qualcosa è andato storto. Probabilmente li hai persino lavati a mano in precedenza per togliere lo sporco più grosso. Gli ALMO sono fatti di morbido cotone biologico e hanno una protezione impermeabile, traspirante e antimacchia. E siccome in molte me lo chiedono, te lo dico già da subito: tale protezione non scricchiola.
Ci sono anche le coppette mestruali. Siccome io non porto né tamponi, né coppette mestruali, non posso dire la mia in proposito. Tuttavia ho già sentito dire molte cose positive sulle coppette mestruali e i miei salvaslip di stoffa possono essere usati come protezione ulteriore quando si usa la coppetta mestruale.
Ciò che mi rende spesso davvero triste è vedere come molte donne, che incontro sui mercati che frequento, non abbiano legame alcuno con le proprie mestruazioni: ridacchiano o parlano in modo molto sprezzante del “malanno mensile”. Nella maggior parte dei casi dicono anche di essere felici quando non avranno più a che fare con questa “rottura di…”.
Al tempo stesso devo constatare il fatto che molti promotori non descrivono o pubblicizzano i miei prodotti, né con pubblicazioni su quotidiani o riviste, né tantomeno con fotografie. Una volta si è persino fermato al mio banco un giornalista, il quale voleva scrivere un articolo su qualcosa di eccezionale. Mi ha intervistata a lungo e alla fine ha pubblicato sul giornale un articolo su una sarta di borse. Peccato. Constato regolarmente che il ciclo mestruale resta un tabù di cui non si discute volentieri. Così è compito mio donare un po’ di leggerezza alle donne, grazie ai miei prodotti dai colori vivaci, morbidi e “coccoloni” e al mio modo di fare sempre così innocente, allegro e fresco quando parlo di questo tema. Nel 2006 infine decisi di intraprendere la formazione per diventare una Doula (ossia un’ “accompagnatrice” professionale delle partorienti al momento del parto). Si diceva che Ina May Gaskin venisse in Austria per dare un corso per diventare una Doula, ogni anno, come negli ultimi 10 anni. Io non sapevo nemmeno chi fosse: premio Nobel per la pace e l’ostetrica più famosa del mondo. Ed ecco che si era acceso in me il prossimo fuoco. In un batter d’occhio mi ero già iscritta al corso per diventare una Doula presso la pioniera austriaca Angelika Rodler. È stata una vera pazzia: 1200 chilometri per un fine settimana in Austria. Ma vi posso assicurare, ne è valsa la pena e ogni chilometro ha avuto il suo perché.
Ho collezionato tante impressioni sul mondo della cultura del parto moderno, ho assistito a due parti, ho conosciuto Ina May Gaskin, l’ostetrica più famosa al mondo, e tante altre donne fantastiche. Dimenticavo: ho anche ricevuto l’iniziazione di Moonmother da Miranda Gray.

Tutto ciò che ho fatto e che ho imparato, lo raccomando a tutte le donne:

* Un corso di economia domestica e la consapevolezza di quanto sia importante creare, fra tante altre cose, un pasto fatto con le proprie mani, caldo e nutriente

* Il contatto e la cura degli animali

* La conoscenza del mondo della nascita/del parto

* Il legame con il proprio ciclo mestruale e con l’utero

Stefanie Wagner, la Signora ALMO